TAORMINA
L’antica Taormina (Tauromenium) deriva il suo nome dal Monte Tauro sul quale fu edificata da alcuni profughi greci provenienti dalla vicina Naxos, distrutta dai Siracusani nel 403 a.C. Risale a questo periodo l’edificazione del Teatro Antico costruito sfruttando la morfologia della collina.
Ai Greci succedettero i Romani che iniziarono i lavori di ristrutturazione degli innumerevoli edifici, tra cui la più significativa fu la trasformazione del teatro in anfiteatro. Alla dominazione romana seguì quella bizantina che determinò un periodo molto florido per la città, che divenne la nuova capitale della Sicilia orientale e sede dell’arcivescovato. Dal IX all’XI secolo gli Arabi occuparono la Sicilia e distrussero la città per ricostruirla poi con il nome di Almoetia. A questo periodo risale la costruzione di alcuni edifici, come una torre che oggi costituisce la parte principale del famoso Palazzo Corvaja.
Nel 1079 arrivarono i Normanni e in questa fase Taormina perse prestigio a favore della vicina Messina. Risale proprio a questo periodo la nascita del Borgo che ha come punte estreme Porta Messina e Porta Catania.
Dopo aver subito la dominazione spagnola e poi quella borbonica, la città nel 1860 venne a far parte insieme a tutta l’isola del nascente Stato Italiano.

Sul finire del 1700 la città venne visitata da Goethe, che nel suo diario di viaggio ne parlò in termini entusiastici. Ma oltre Goethe, Taormina fu meta di numerosi intellettuali provenienti dal Nord Europa, i quali giungevano in Italia a completare la loro formazione con il cosiddetto Grand-tour. Vi soggiornarono oltre a Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo Sigmund Freud, Albert Einstein, Truman Capote, André Gide, D.H. Lawrence, e molti altri.
 

TEATRO GRECO-ROMANO
Il teatro di Taormina è il secondo della Sicilia per grandezza, dopo quello di Siracusa, uno tra i più noti e ammirati al mondo. Scavato nella roccia del Monte Tauro ha per sfondo il mar Ionio e l’Etna e da esso si gode di una vista mozzafiato. Il suo primo impianto risale probabilmente all’epoca ellenistica (III secolo a.C.). Alcuni studiosi ne hanno attribuito la costruzione a Filistide, moglie di Ierone II tiranno di Siracusa, in base al rinvenimento su alcuni gradini di un incisione che riporta il suo nome.
Nulla resta oggi del primo impianto del teatro, totalmente ricostruito dai Romani in età repubblicana e poi ampliato nella prima metà del II secolo d.C. quando raggiunse una capienza di circa 5.400 spettatori.
La cavea, cioè lo spazio per le gradinate, ha un diametro di circa 109 metri ed è divisa in nove settori da otto scale che consentono l’accesso degli spettatori. La scena è la parte più importante che rimane del Teatro e conserva, in parte, la sua forma originale. Quasi niente resta invece dei suoi ornamenti e delle colonne, che furono fatte arrivare via mare fino a Villagonia, agganciate poi con funi e tirate da schiavi fino al Teatro.
Pur non conoscendo, per assenza di fonti, che genere di spettacoli vi si tenessero, è verosimile che in epoca greca fosse adibito a teatro per la rappresentazione di tragedie, mentre in epoca romana sia stato appositamente adattato per ospitare le venationes (spettacoli di lotta tra gladiatori e bestie feroci). In epoca medievale venne riutilizzato per ricavarne un palazzo privato.
Oggi ha una capienza di 4500 posti a sedere e da anni è la splendida cornice di eventi culturali e di premi di livello internazionale (concerti, cerimonie di premiazione del David di Donatello, opera lirica, balletto, ecc.). Il teatro è stato anche sede di alcune riprese del film La dea dell’amore di Woody Allen.
 

PALAZZO CORVAJA
Il palazzo Corvaja è uno dei monumenti più rappresentativi di Taormina. Sorge sull’antico foro romano, la piazza dell’antica Tauromenion, e si affaccia da una parte su Piazza Badia e Corso Umberto e dall’altra su Piazza Santa Caterina. Il nucleo originario del Palazzo era una torre, realizzata dagli arabi tra il 902 e il 1079, di forma cubica come la Kaba della Mecca che secondo Maometto fu il primo tempio innalzato a Dio da Abramo. L’edificio fu ampliato nel XIV e XV secolo assumendo l’aspetto attuale, in cui coesistono influenze arabe, normanne, gotiche, catalane e chiaramontane. Nel 1411 il palazzo fu sede del Parlamento siciliano che elesse il Re, alla presenza della Regina spagnola Bianca di Navarra, che governava allora il regno di Sicilia. Il palazzo venne poi abitato dalla potente famiglia Corvaja, dal quale prese il nome, fino alla seconda guerra mondiale.
Oggi ospita il Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari (si può visitare da martedì a domenica ore 9.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00).
 

DUOMO
La costruzione del Duomo, uno dei più importanti e antichi monumenti medioevali di Taormina, risale al secolo XIII, ma subì rimaneggiamenti fino al Settecento. L’interno è quello di una chiesa a croce latina con tre navate e tre absidi. La navata centrale è sostenuta da sei colonne di marmo rosa di Taormina che sembrano provenire dal teatro Greco.
Il carattere medievale della chiesa-fortezza, “ecclesia munita” dell’età feudale, è rivelato oltre che dalla severità architettonica esterna di cui è elemento tangibile la merlatura che corona tutta la costruzione, anche dall’imponente torre-bastione. Dal 1945 al 1948, il Duomo fu integralmente restaurato dall’architetto napoletano Armando Dillon, che ha saputo sapientemente rimettere in luce la bellezza architettonica originaria.
 

ISOLA BELLA
L’Isola Bella (isula Bedda in siciliano) sorge ai piedi di Taormina, posta al centro di una splendida insenatura tra Capo Sant’Andrea e Capo Taormina. Più che di un’isola si tratta di una penisola collegata alla terraferma da una sottile striscia di spiaggia ghiaiosa che scompare con le alternanze della marea. Qui sono passati personaggi illustri che l’hanno resa famosa divulgando la sua bellezza: il Barone Wihelm Von Gloden – che le diede per primo il nome di Isola Bella – Goethe, Byron, Dillon, Geleng e tanti altri.
La storia recente ha inizio con Ferdinando I di Borbone che nel 1806 la donò al Comune di Taormina. Fu poi venduta a Lady Florence Treveylan – esiliata in Sicilia dalla regina Vittoria d’Inghilterra perché amante del cugino e futuro re Edoardo VII – che vi costruì una piccola casa e introdusse le prime essenze esotiche. Infine fu acquistata dalla fam. Bosurgi, noti imprenditori messinesi, i quali vi costruirono una villa che divenne la loro residenza.
L’isola dal 2011 è sede del Museo Naturalistico Isolabella, poiché le particolari condizioni climatiche hanno favorito un impianto botanico estremamente suggestivo, caratterizzato da essenze endemiche, di rilevante interesse scientifico, e da piante esotiche ornamentali. (Il Museo è visitabile al costo di 4 euro a persona, tutti i giorni tranne il lunedì dalle 9 fino ad un’ora prima del tramonto, e si può raggiungere dal centro prendendo la funivia in via Pirandello fino a Mazzarò e poi proseguire a destra per circa 200 metri).